Running Motivator

Milano

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Storia di Massimo, Running Motivator di San Donato Milanese

Correre mi è sempre piaciuto. Sempre.

Mi ricordo che al primo anno di liceo c’erano le gare sui 1000 metri ed io partecipavo volentieri, sono anche arrivato alla finale del liceo.

C’era chi partecipava solo per saltare le lezioni. Io correvo perchè mi piaceva tanto.

Dopo il liceo è seguita un’interruzione di alcuni anni: la vita passa, a vent’anni abbiamo tutti la testa piena di sogni e per lo sport c’è meno posto di prima.

E’ stato intorno ai 25/26 anni che ho ripreso e non ho più smesso. Corro ancora adesso che ne ho 60. Anzi da una decina di anni ho anche aumentato la frequenza settimanale, allenandomi più seriamente, con maggiore dedizione.

Correre non smette mai di piacermi, proprio perché è un gesto semplice e lo puoi fare ovunque. Basta che ti porti le scarpe e pochi indumenti adatti.

Mi piace perché mi fa sentire in contatto con il mio corpo e con il mio respiro.

Mi piace perché mi scarica i pensieri e mi fa sentire vivo.

Mi piace perché è un modo di osservare ciò che mi circonda dovunque io sia: campagna, città, mare, montagna.

Negli anni passati ho scoperto che è anche molto utile ed efficace correre la mattina presto prima di andare al lavoro.

Dà quella carica, quell’energia, quella lucidità che aiuta per tutta la giornata e, dopo, non ci si sente stanchi, anzi…

L’ho sperimentato personalmente lavorando per 30 anni (che impressione scriverlo) in una grossa azienda e negli ultimi 10 con il ruolo di dirigente.

Credo che la corsa mi abbia aiutato molto a trovare energia e centratura, mi abbia aiutato a per superare i momenti difficili e stressanti che ho attraversato.

Un altro interesse che ho sviluppato in questi ultimi 20 anni è l’utilizzo del respiro come strumento per il benessere, per lasciare andare ciò che non serve più. Da parecchi anni ho praticato personalmente e sviluppato le competenze per tenere gruppi di rebirthing (lo chiamiamo “respiro”, in italiano).

Dopo un corso di alcuni anni sono anche diventato counselor olistico sviluppando ulteriormente la mia competenza.

La corsa, il corpo, il respiro e queste pratiche che ho sviluppato hanno tanti punti in comune per me e queste esperienze mi hanno aiutato a stare sempre meglio e a riconoscere le mie risorse e le mie capacità.

Poi, un giorno, non molto tempo fa, un ex collega mi ha detto che era diventato Running Motivator.

Dentro di me ha fatto suonare una campana. Era proprio ciò che ci voleva per integrare queste attività che avevo vissuto separatamente, per dare agli altri, per supportarli a trovare la propria strada e vivere con felicità e benessere.

Adesso che le mie figlie sono grandi, io sono consulente e non ho più un’attività lavorativa fissa di ufficio ed ho deciso quindi di contattare Giuseppe e Carlotta per diventare anch’io Running Motivator e mettere a vostra disposizione la mia esperienza.

Vi aspetto per correre insieme.

Il benessere è veramente a portata di mano (anzi direi di gamba…)

 

 

 

 

La storia di Daniela, Running Motivator di Milano (Ovest)

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In realtà ho sempre odiato correre.

Giusto saperlo, perché non sempre tutto è come sembra e le endorfine, poi, cambiano tutto il modo di vedere! Anche se, in realtà, non è solo un problema di endorfine…

Andiamo con ordine.

Sportiva, da sempre; ipercinetica anche a 43 anni; con la voglia di sperimentare e muovermi, sempre. Così 4 anni fa, circa, arrivata a un’età accettabile mia figlia, vengo letteralmente “tirata in mezzo” da una serie di amici e colleghi che mi fanno indossare le scarpe da running. Mi ritrovo al parco di Trenno a fare i miei primi metri (attenzione, non chilometri!) e, in compagnia, con sorrisi e fatica condivisa scopro un mondo che con gli impegni quotidiani avevo scordato.

Non faccio gare o meglio faccio le competizioni amatoriali senza arrivare a toccare il mostro sacro della maratona con i suoi 42 chilometri, ma del movimento e della vita sana – oggi – più che mai, ho fatto il mio stile di vita. Palestra e corsa sono le mie sostanze stupefacenti per combattere stress, arrabbiature, trovare soluzioni ai problemi e, soprattutto, ritrovare me stessa.

Fuori di casa e dall’ufficio, giù dal divano, guardando il cielo, anche nelle giornate più piovose e buie, è sempre possibile trovare il sereno. E quando intorno a te, tutto sembra andare storto, metti su quelle scarpe e inizia a camminare. Tutto inizia così. Il dopo lo deciderai tu.

Se hai voglia di iniziare l’avventura più bella del mondo, quella con te stesso, contattami e ti accompagnerò volentieri verso il tuo primo miglio.

Il dopo è storia che scriverai tu.

Daniela,

Running Motivator di Milano

La Storia di Gianluca, Running Motivator di Milano (est)

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Ho iniziato a correre con un mio amico nel 2012 perché cercavo qualcosa di diverso rispetto a soliti sport, alla palestra.

Ho iniziato correndo tutte le domeniche mattine: mi svegliavo all’alba, non vedendo l’ora di mettermi le scarpe da corsa e di uscire, di scaricare tutto lo stress e le tensioni accumulate durante la settimana. Riunioni, ufficio, appuntamenti… ogni tanto ci sentiamo soffocare e correre mi permetteva anche metaforicamente di respirare.

Ho iniziato per gioco, “ingenuamente”, come un bambino che un bel giorno toglie le rotelle dalla sua bicicletta e impara a pedalare da solo, libero, barcollante, in equilibrio precario. Ma felice. 

E proprio come la bicicletta, una volta che impari non te lo dimentichi più.

Correre è un’attività ancora più semplice che andare in bicicletta, lo imparano subito tutti i bambini, è un gesto innato. Eppure crescendo lo scordiamo, o pensiamo di scordarlo e se proviamo siamo incerti come quel bambino che ha appena tolto le rotelle dalla sua bici per “volare” verso la libertà.

Piano piano, passo dopo passo, ecco che qualcosa di bello sta riaffiorando, quelle sensazioni di felicità che avevo quando correvo “a tutta” con mio papà durante le Stracittadine della mie zone, con l’incoscienza e la voglia di superare i limiti dei ragazzini.

Dopo qualche settimana, passata la sensazione di fatica iniziale, arrivo alla scoperta di tutto un arcobaleno di sensazioni piacevoli, che in qualche modo creano dipendenza perchè mi permettono di arrivare al motivo principale per cui tutti noi corriamo, il benessere.

Passando gli anni e la corsa è entrata in tutti gli angoli della mia vita, diventandone una parte fondamentale. Con i miei amici partecipiamo a molte gare, ci concediamo qualche breve viaggio all’insegna del running e dell’amicizia. La corsa ha quindi per me anche un valore sociale, crea condivisione, gruppo, anche se poi ti ritrovi inevitabilmente solo con te stesso, con i tuoi pensieri, con la tua paura. Paura di non potercela fare, di non arrivare alla fine…

Invece alla fine ci arrivi, piangi, ti emozioni, un’esplosione di felicità assale il tuo corpo e la tua mente, le endorfine prodotte dal tuo cervello ti fanno volare più in alto delle nuvole:  “Ce l’ho fatta, ce l’ho fatta!”

E già stai pensando al prossimo traguardo.

Lentamente, io ci sono riuscito. E se ci sono riuscito io, ce la puoi fare anche tu.

Scrivimi, io ti accompagnerò alla scoperta di questa felicità che a me ha cambiato la vita.

Gianluca,

Running Motivator di Milano zona est

La storia di Alessandro, Running Motivator di Milano

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Ho iniziato a correre per gioco, assieme a vecchi amici.

Per preparare una garetta da pochi km, ho recuperato un paio di vecchie scarpacce da ginnastica dall’armadio e installato sul mio smartphone una applicazione per la tracciatura GPS del percorso, una come tante. Così, tra like, commenti e prese in giro ho pestato i primi, faticosi, chilometri.

Un tempo pensavo che la corsa fosse un’attività noiosa, faticosa, una punizione del prof di educazione fisica… E invece, quante cose non sapevo!

Ho scoperto la complicità e il divertimento della corsa in compagnia e la piacevole divagazione dei pensieri nella corsa in solitaria.

Ho scoperto che un passo alla volta, uno dopo l’altro, prima piano, poi un po’ più veloce, si possono allungare le distanze e raggiungere nuovi obiettivi.

Ho scoperto che uno sport che credevo “per gli altri, non per me”  è tale solo fin che non dai a te stesso l’opportunità di sperimentare.

Col tempo poi sono arrivate le prime scarpe “buone”, un nuovo lavoro, una nuova città, nuove abitudini e nuove compagnie… e insieme a questo, nuove scarpe, nuovi percorsi, con qualsiasi tempo atmosferico…

la corsa è rimasta con me in questi anni, aiutandomi nei momenti in cui avevo bisogno di uno sfogo, o anche solo di pensare, di ragionare, di stare bene con il mio corpo e di farlo star bene.

Una citazione, di cui non riesco a trovare l’autore, recita così: Do something today that your future self will thank you for. Che tradotta suona come: fai oggi qualcosa per cui il tuo io futuro ti ringrazierà.

Ecco, io mi ritrovo ogni tanto lì, a ringraziare il giorno in cui ho deciso di darmi una opportunità.

Mentre ripenso al passato, che è dietro di me, e immagino il futuro, come lo desidero.

Alessandro,

Running Motivator di Milano