Running Motivator

La storia di Francesca, che ha cambiato la sua vita

La storia di Francesca, che ha cambiato la sua vita

Ho colto l’occasione della squadra per la maratona aziendale (Milano Relay Marathon ndr) per ricominciare a correre. Era da qualche anno che mi sarebbe piaciuto ricominciare ma le bambine piccole, il lavoro, nonché il viaggio (per arrivare al lavoro), hanno molto compromesso ogni tentativo.

Un po’ come succede per chi si mette a dieta, cominciavo di buona lena, ma poi, piano piano, c’era sempre qualche evento che mi impediva di prendere le mie scarpe ed uscire di casa. C’era sempre una buona motivazione per non farlo .E questo mi rendeva molto frustrata.

Eppure sapevo che quella era la mia strada.

Già anni fa avevo cominciato a correre nei boschi vicino a casa. Stavo psicologicamente molto male per una vicenda amorosa, una storia che si era chiusa nel modo peggiore. Ero distrutta, mi sembrava di vivere in un incubo. La mia testa non mi permetteva di concentrami e il mio dolore non mi permetteva di vedere una luce per il futuro.

La corsa quella volta mi ha salvato la vita. Non so nemmeno come mi fosse venuto in mente di correre, da sola, cinque minuti in più ogni volta e via.

Correre aumentava la mia autostima, la percezione di me. Capivo come la mente influisce sul corpo, come il mio fisico era potente e in grado di funzionare nonostante tutto quel dolore. Beh, anche grazie alla corsa ho superato quel brutto momento. Non ricordavo più la fatica, solo la sensazione di benessere.

Poi ho smesso durante la prima gravidanza, piuttosto difficile e impegnativa.

Poi gli anni sono passati, sono diventata mamma per la seconda volta e il peso della giornata si faceva sentire. Il tempo sembrava sempre troppo poco e ogni volta che tentavo di ricominciare, dopo qualche uscita, mi interrompevo: o un’influenza mia, o delle bambine, i mie genitori che non stavano bene, il lavoro, nuovi incarichi. Insomma, ogni volta un motivo “giusto”. E ogni volta, quindi, una nuova delusione.

Non ho fatto attività fisica per 10 anni. E a 40 anni si sente. Avevo solo bisogno di cominciare…

Ma come in ogni “triller quotidiano”, ecco un altro momento molto stressante e destabilizzante, questa volta lavorativo. Una serie di eventi mi hanno molto colpita, distruggendo quelle che erano le mie certezze professionali, arrivando a compromettere anche la mia vita familiare e di mamma.

E così ho ripensato alla corsa… e che forse Gianluca (Running Motivator di Milano leggi qui la sua storia) aveva qualche consiglio. Ad esempio sui tempi da seguire, io non sapevo da dove cominciare. L’obiettivo era ben chiaro: cominciare a correre e magari riuscire a fare una delle tappe della staffetta della maratona.

Mi si è aperto un mondo.

Gianluca mia ha supportata in un modo nuovo. Non ho fatto fatica a seguirlo, anzi mi sembrava di poter fare ogni giorno di più.

Intanto la situazione al lavoro è precipitata. Correvo piangendo sotto la pioggia, al buio, e ogni volta poi stavo meglio, mi consolava, aumentava la mia percezione del corpo, un corpo da curare più che da martoriare, da proteggere.  Avevo perso in due settimane 5 kg ed ero già sottopeso a causa del mio malessere. Un corpo che nonostante tutto era potente e se lo stress cercava di boicottarlo, esisteva e continuava a funzionare bene.

Il problema rimaneva sempre: uscire di casa, le bambine che piangevano, che si svegliavano alle 6 per non fami uscire a correre, il dover cucinare, fare la lavatrice, prendere il treno…

Anche in questo caso l’intervento di Gianluca è stato rpeziosissimo. Avevo un impegno con lui e con il gruppo che avevamo creato: ognuno correva quando poteva ma con l’impegno di almeno 2-3 volte a settimana. Tutti principianti. Qualcuno non ce l’ha fatta, ma chi rimaneva si appoggiava e si confortava incitando gli altri dei piccoli successi. E Gianluca sempre a spronarci quando serviva e a incoraggiarci a fare sempre meglio. Ognuno con il suo tempo, il suo ritmo, la sua famiglia, il suo treno, il suo lavoro. Ricordandoci che correre è una gran fatica per tutti, ma anche una grande ancora di salvezza.

Ho fatto la mia staffetta dopo solo 3 mesi di allenamento, partendo da 0. Quasi 10km in solo 59 minuti … un successo per me. Una vittoria dedicata al mio collega Luca, che non c’è più, una persona speciale che ha vissuto ogni anno la maratona come un grande evento. Un collega insostituibile. Che mi manca, ma che so essere sempre vicino a me. L’ultima volta l’ho proprio visto durante la scorsa maratona.

Ma è stata una vittoria anche per me. Una conferma che se voglio: posso. Se mi fisso un obiettivo: lo raggiungo. Soprattutto che se chiedo aiuto, qualcuno mi può aiutare, mi risponde e crede in me!

Il mio obiettivo adesso è mantenere i miei 10 km, almeno 2-3 volte alla settimana. Non posso far svanire il mio allenamento. E’ stata una gran fatica, ho sacrificato del tempo per le mie figlie, ma ne ho guadagnato in salute mentale oltre che fisica. E di riflesso anche loro hanno una mamma più sana e più presente.

Grazie Gianlu!!! Non ce l’avrei mai fatta da sola! J

Oggi sono una donna più forte. So di avere uno strumento in più  e se chiedo so che c’è qualcuno disposto ad aiutarmi.

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