Running Motivator

La storia di Alessandro, Running Motivator di Milano

La storia di Alessandro, Running Motivator di Milano

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Ho iniziato a correre per gioco, assieme a vecchi amici.

Per preparare una garetta da pochi km, ho recuperato un paio di vecchie scarpacce da ginnastica dall’armadio e installato sul mio smartphone una applicazione per la tracciatura GPS del percorso, una come tante. Così, tra like, commenti e prese in giro ho pestato i primi, faticosi, chilometri.

Un tempo pensavo che la corsa fosse un’attività noiosa, faticosa, una punizione del prof di educazione fisica… E invece, quante cose non sapevo!

Ho scoperto la complicità e il divertimento della corsa in compagnia e la piacevole divagazione dei pensieri nella corsa in solitaria.

Ho scoperto che un passo alla volta, uno dopo l’altro, prima piano, poi un po’ più veloce, si possono allungare le distanze e raggiungere nuovi obiettivi.

Ho scoperto che uno sport che credevo “per gli altri, non per me”  è tale solo fin che non dai a te stesso l’opportunità di sperimentare.

Col tempo poi sono arrivate le prime scarpe “buone”, un nuovo lavoro, una nuova città, nuove abitudini e nuove compagnie… e insieme a questo, nuove scarpe, nuovi percorsi, con qualsiasi tempo atmosferico…

la corsa è rimasta con me in questi anni, aiutandomi nei momenti in cui avevo bisogno di uno sfogo, o anche solo di pensare, di ragionare, di stare bene con il mio corpo e di farlo star bene.

Una citazione, di cui non riesco a trovare l’autore, recita così: Do something today that your future self will thank you for. Che tradotta suona come: fai oggi qualcosa per cui il tuo io futuro ti ringrazierà.

Ecco, io mi ritrovo ogni tanto lì, a ringraziare il giorno in cui ho deciso di darmi una opportunità.

Mentre ripenso al passato, che è dietro di me, e immagino il futuro, come lo desidero.

Alessandro,

Running Motivator di Milano

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